Parlando di Twitter in questi giorni viene quasi voglia di ripetere una formula piuttosto nota qui: inventa, sbaglia, innova. Dopo il rapido fallimento di Twitter #Music – un’app creata ad hoc per classificare la musica pop e raccomandare le canzoni agli utenti, ma che si è rivelata presto poco pratica e assai scomoda – i tipi di San Francisco erano alla spasmodica ricerca di una strada efficace e profittevole nel settore musicale dove Twitter continua ad avere una forte influenza.
Si tratta di un accordo business-to-business con il magazine Billboard, la Bibbia delle classifiche musicali. Il progetto si chiama “Billboard Twitter Real-Time Charts”, ed è una classifica in tempo reale che prende in considerazione le canzoni più discusse su Twitter.
Oggi Twitter è di sicuro il luogo in cui si scopre e si discute gran parte della musica del momento. La partnership con Billboard permette di mettere ordine all’enorme mole di dati, conversazioni e condivisioni che ogni giorno riempiono il sito di microblogging per creare una classifica in tempo reale su ciò che si discute di più: lo scopo è quello di anticipare le prossime tendenze e fare scouting per i nuovi artisti e diventare una vera anticamera delle classifiche di vendita vere e proprie. Del resto anche Billboard da qualche tempo sta cercando sempre più di essere consumer oriented e intercettare i social media, inglobandoli nelle sue chart: dall’anno scorso infatti la classifica dei singoli tiene anche conto delle visualizzazioni su YouTube e lo stesso giornale ha cambiato molto il proprio profilo editoriale con meno notizie sull’industria musicale e più spazio a celebrity e robe social. All’annuncio del progetto, che partirà a maggio, Jack Dorsey di Twitter e John Amato di Guggenheim Media (gruppo che possiede Billboard) hanno assicurato che la metodologia su cui si basano le “Real Time Charts” permette di filtrare le citazioni positive depurandolo dai tweet negativi, anche se non ha spiegato in che modo.
Insomma, sembra piuttosto chiaro che lo scopo ultimo di Twitter sia quello di diventare la valuta universale del pop. Nei mesi scorsi è successo con i programmi tv, da quando la società di ricerca Nielsen ha deciso di implementare in USA il “Nielsen Twitter Tv ratings” per rilevare l’impatto social di uno show tv o di una campagna pubblicitaria. Nel caso della musica si passa dal consuntivo al previsionale, e quindi anticipando in tempo reale le tendenze musicali per far diventare Twitter lo strumento principale su cui basare le decisioni di business in campo musicale. Non è una cosa da poco, se ci riescono.
È proprio vero che i mercati, alla fine, stanno diventando (solo) conversazioni.
Fonte : http://bit.ly/1dNcrJE


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